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Pubblicato il 28/12/2025
Smart TV, Android TV, Fire TV & Co. perché oggi servono più formati per coprire davvero il mercato
Tuttavia, nel mercato attuale la situazione è più complessa:
Molti modelli di TV usano sistemi operativi proprietari o alternativi: ad esempio i TV di brand come Samsung (Tizen), LG (webOS), Hisense (VIDAA), Philips (Saphi/TitanOS), Panasonic (My Home Screen), ecc.
Alcune marche come recentemente certi modelli di Panasonic, e alcune Sony hanno deciso di non adottare più Google TV / Android TV su tutti i loro televisori.
Di conseguenza, un’app che vuole davvero essere presente “su tutte le Smart TV” non può basarsi solo su Android/Google: è necessario considerare altri sistemi e formati di distribuzione.
In altre parole: avere un’app Android TV è insufficiente. Serve compatibilità con Fire TV (o equivalentemente altri OS / store). In caso contrario, si perde gran parte del mercato potenziale.
Perché alcuni produttori scelgono Fire TV (o altri OS) al posto di Android/Google
Le ragioni dietro queste scelte non sono solo di marketing: spesso derivano da vincoli contrattuali o strategici.
I produttori che vogliono la certificazione di Android TV devono rispettare le linee guida di compatibilità di Google: ciò include limiti — ad esempio non possono offrire versioni “fork” di Android o sistemi separati come Fire OS secondo le regole del “Android Compatibility Commitment”.
Per questo motivo molti marchi optano per sistemi proprietari o per piattaforme alternative (Fire TV, VIDAA, webOS, Tizen, MyHomeScreen, etc.), perché possono avere più libertà di funzionalità o integrazione hardware-specifica.
Nel caso di Fire TV (o Fire OS / o nuovi OS come il futuro Vega OS su dispositivi Amazon/Fire TV) si tratta spesso di piattaforme “chiuse”, integrate con ecosistemi specifici (es. Alexa, Amazon Prime, smart home), e che offrono facilità di distribuzione/applicazione per chi sviluppa app “multipiattaforma”.
In sostanza: la frammentazione delle piattaforme è una realtà. E chi punta su contenuti e servizi OTT/FAST deve adattarsi.
Cosa significa per chi sviluppa app / piattaforme streaming
Se stai sviluppando un servizio video, un’app OTT o un canale FAST, considera questi punti:
- Non puntare solo ad Android TV / Google TV: devi coprire anche Fire TV, smart‑TV con OS proprietario, e possibilmente offrire un’app per set‑top box o stick (come Fire TV Stick), così da raggiungere televisori “non‑Android”.
- White‑label & multiplatform: la strategia ideale è avere una piattaforma modulare, che consenta di distribuire facilmente su più OS, con un backend unico, adattamento UI/UX e gestione centralizzata.
- Compatibilità e aggiornamenti: alcuni TV con OS proprietari sono poco aggiornati o hanno store limitati: servono quindi test continui, fallback, e integrazioni “legacy” (es. per lo streaming via web, via browser, via casting, ecc.).
- Accessibilità massima: voler raggiungere la parte più ampia di utenti possibile significa coprire sia quelli con TV moderne (Google TV / Fire TV), sia chi ha vecchi televisori o smart‑TV “di base”.
- Gestione degli smart‑device “ibridi”: con Fire TV, integrazioni IoT, smart‑home, assistenti vocali (es. Alexa) e altri ecosistemi, l’app deve essere pronta a funzionare in contesti diversi — non solo come “player video”.